|
[aa.vv. - skull disco - soundboy punishment - skull disco - 2007] non ci vuole molto a rimanerci sotto a questa miscela di bassi profondi e dub e narcotici ritmi minimali, giusto il tempo di un paio di ascolti e ci si ritrova invischiati fino al collo, i tempi si dilatano, i pensieri si annullano, il corpo si ritrova a desiderare solo di essere investito da queste onde nere che fluttuano nell'aria, muovendola, a frequenze stordenti. il doppio cd, fonte di tale immediata dipendenza, contiene un certo numero di singoli prodotti dalla londinese skull disco, per la quasi totalità opera dei signori shackleton e appleblim, che della skull disco sono anche i proprietari. fondamentalmente più tribale e percussivo il primo quanto acido il secondo, le differenze tra i due produttori sembrano esaurirsi qui, tanto il suono finale della raccolta è decisamente omogeneo. con titoli come hamas rule, mystical warrior, majestic visions, blood on my hands e massacre poi, si può star certi che il suono con cui abbiamo a che fare non sia propriamente solare. abusi di frequenze basse, impennate percussive, ritmiche taglienti e suoni acidi e urticanti che sbucano improvvisamente, accompagnati talvolta da malinconiche linee di melodica. il tutto su strutture semplicissime, dove lo scheletro di un pezzo è costituito da tre o quattro suoni al massimo. qualche voce come un eco lontano, distorsioni. elettronarcosi pura. piccole scosse elettriche, che, dopo il pensiero, annullano il dolore sublimandolo in perdita di coscienza. certi cieli gravidi di pioggia non sono mai stati così invitanti.
[37500 yens - astero - distile records - 2007] non conosco nulla di questa band. so che sono francesi e sono in due, jud alla chitarra e frank alla batteria. e so che questo disco è un gran disco. siamo dalle parti di certo post e math rock strumentale, che nel 2007 magari non è più questa gran novità, ma che dalla sua ha le capacità strumentali dei musicisti in questione, che sono eccezionali, e un calore del tutto particolare. non solo muscoli e cervello quindi, ma cuore e stomaco si trovano in questi otto pezzi che riescono ad alternare i momenti più tesi e noise, 37501, a situazioni dove un semplice arpeggio reiterato, microphonie, riesce addirittura a trasmettere una certa malinconia. certi passaggi mi ricordano qualcosa di dazzling killmen e colossamite o, per giungere a tempi relativamente più recenti, paul newman e a minor forest, ma sono solo sensazioni, nomi che servono ad indicare parzialmente qualche similitudine apparente, più di intenzioni, forse, che di suono. non c'è molto altro da aggiungere in verità, se non una grande curiosità e speranza di vederli dal vivo prima o poi perchè, a modo loro i 37500 yens promettono scintille.
[shipping news - three fouR - quarterstick - 2003] sull'onda del bel concerto di shannon wright l'altra sera a torino, rispolvero questo dischetto, uno shipping news accompagnava infatti shannon alla batteria. three fouR è in realtà una raccolta dei tre ep della serie RMSN pubblicati dal gruppo tra l'ottobre 2001 e il settembre 2002, carrier, sickening bridge e variegated, ed è un bell'ascoltare davvero. tra inevitabili richiami a june of 44 e rodan, jason noble e jeff mueller arrivano da lì in fondo, accenni folkish, derive kraut, dub e ambient, i brani si divincolano velati di malinconia ed elettricità trattenuta. un disco minore ma prezioso che vede negli 8 minuti e oltre di we start to drift uno dei suoi momenti migliori, groove di synth, voce melodico depressa e finale ambientosissimo, quanto di più autunnale le vostre e mie orecchie potrebbero desiderare di ascoltare, con un che di scuro che si fa strada tra le note, a setting winter sun.
[storie di vendemmia] ok. per quest'anno cercherò di non lamentarmi. ma non assicuro niente.
|
|