[golden - super golden original movement - slowdime - 1999] la grandiosità di dischi come questo sta nella loro inutilità. mi spiego. questo disco per quanto mi riguarda è divertente ed esaltante. suonato con i controcazzi, sentire per questo certi incroci di chitarra, da gente a cui, forse perchè già impegnata con altri gruppi tipo trans am, six finger satellite, royal trux, non fotte minimante di fare un disco che sia in qualche modo appetibile a qualcuno. qui, come in tutti i dischi dei golden, phil manley e compagnia suonano qualsiasi cosa gli passi per la testa. uh si certo a tratti richiamano don caballero e battles. con la differenza che i battles sono venuti dopo. ma c'è in ogni caso una cazzutaggine di fondo che i gruppi citati non hanno. c'è ironia. è il lato guascone del post rock, quello che non ti aspetti. quello che fa gli assoli e gli stacchetti blues. quello che si/ti/vi/ci prende in giro. quello che non ha niente da dimostrare a nessuno. gratuito. inutile. fantastico.
[pascal comelade - back to schizo (1975-1983) - gazul records - 2004] affascinante raccolta delle prime opere, lp ep e cassette, autoprodotte, dal compositore francese pascal comelade. si passa da composizioni eseguite da synth, in particolare l'EMS-AKS, chitarra e fender rodhes, alle prime esecuzioni tramite strumenti giocattolo. per dare qualche coordinata, siamo dalle parti di certo minimalismo, riley, la monte young, e non troppo distanti da certe cose di cluster e eno. il fatto che, come si legge dalle note di copertina, i nastri siano andati persi e la musica contenuta nel cd sia stata ricavata dai vinili originali, quando non dalle cassette, con tutto quello che ne consegue, fruscii e sbalzi di volume in primis, non fa che aumentare il fascino dell'ascolto. da non sottovalutare, poi, la copertina estremamente rock'n'roll. giudizio finale: da avere.
[chrome cranks - diabolical boogie, singles, demos & rarities - atavistic - 2007] ah il rock'n'roll! che gioco meraviglioso! sciolti nell'ormai lontano 1996, lasciando in eredità quattro album, un'infinità di singoli, un live ed una precedente raccolta di tracce demo, i chrome cranks erano la sublimazione del suono birthday party nell'epoca del noise rock e della bassa fedeltà [il genere/attitudine ed il giornale, che tra l'altro dedicò loro una copertina, riportata all'interno del booklet del cd peraltro]. c'è poco altro da aggiungere, per quanto mi riguarda sono stati un gruppo seminale nel genere, garage rock, noise blues, chiamatelo come vi pare. decisamente meno glamorous di jon spencer & the blues explosion, devastanti come gli scientists, devastati quanto basta. era un tipo di band poco raccomandabile, l'essenza di quello che il rock'n'roll era negli anni '90, di quello che avrebbe dovuto essere. accattatevi 'sta raccolta, non può che far bene.