[èthiopiques vol.8 - swinging addis 1969/74 - buda musique] èthiopiques è una serie di cd, lunghissima, arrivata ad oggi al numero 21, curata dall'etichetta pariginia buda musique, e dedicata alla musica etiope. si apprende così che l'essenziale della musica etiope si concentra tutto nell'arco di una decade e ruota tutto intorno all'etichetta amha records, fondata dall'allora 24enne amha eshèté ed attiva tra il 1969 ed il 1978, qualche anno dopo la caduta dell'imperatore hailè selassié e dell'instaurazione, da parte dei militari, di un regime socialista. nel giro di pochi anni la produzione discografica etiope scomparirà completamente, smantellata dalla nuova dittatura. fino a quel momento la amha records riuscirà a produrre circa 250 titoli tra singoli a 45 giri ed album a 33 giri.
la musica in etiopia, negli anni di selassié è appannaggio delle varie orchestre militari, l'orchestra della guardia imperiale, della polizia, e così via. ogni orchestra ha una sua sezione jazz. a partire dal 1960, in seguito ad un colpo di stato fallito, l'imperatore favorisce una sorta di apertura progressista dell'etiopia. addis abeba diventa il centro della vita mondana del paese. nascono night club, bistrot, bar, taverne. nascono nuove orchestre che si esibiscono nei locali notturni. soul, R&B, swing, platters, booker t & the mgs, rock, twist risuonano nelle notti di addis abeba. è la swinging addis.
questa raccolta fotografa quel momento, quegli anni, quelle musiche. poco più di dieci artisti e ventun canzoni, cantate in amarico, la lingua etiope. fiati, chitarre fuzz, urla alla james brown, organi farfisa. è incredibile il fascino che racchiudono questi pezzi, incrementato anche dalle labili registrazioni, alcune al limite del lo-fi, l'energia che sprigionano. superato il primo impatto, straniante, con la lingua, non si può non godere di questa esplosiva miscela di ritmi 60s, come una sorta di swingante nuggets etiope.
[un pò le parole la musica la rovinano] c'è questa cosa che ormai ovunque si fa della musica che è pieno di dischi e di pagine mio spazio con milioni di musici che è tutto un complimento a chi è il più bravo e poi blog giornali fanzine webzine. e che sembra che tutto sia fondamentale. ma qui abbiam superato da tanto l'età dello stupore e ci sembra che i più blaterino per apparire. che conti più da che parte ti abbottoni la giacca. tanto poi i dischi a chi suona nessuno ce li compra. nessuno ce li pubblica. o sono al limite 500 copie introvabili. e quindi a cosa serve? chi ci guadagna? dov'è il trucco? a noi che ci frega di tutto questo? diciottanni fa formavamo i gruppi perchè volevamo essere i clash tipo white riot del canavese e fare autostop per andare al bar cooperativa a vedere il vomito sulle scale che ci suonavano gli autodistruzione blues. non è una cosa per dire che era meglio prima. non so cos'era meglio. era diverso semplicemente. come se prima suonare/ascoltare fosse una faccenda personale, rivolta verso l'interno di chi si dedicava a queste attività, una cosa tipo miglioramento personale, percorso di accrescimento, perchè ci vuol qualcosa per tenersi a galla sopra questa merda, sopra questa merda, oratorio, nebbia, provincia, autostop, bottiglioni di vino, rissa, partita al pallone, il due di cigliano. ci voleva qualcosa per sentirsi migliori. ma ora voi perchè fate tutto questo? io il complimento più grosso che mi hanno fatto è quando il mio amico mi ha detto che ai concerti mi riconosce sempre perchè si vede che mi vesto come uno di campagna. ridateci i kina per piacere.
[deep wound - almost complete - baked goods - 2006] 1982. un giovane punk legge un annuncio in un negozio di dischi lasciato da un tale scott helland, la sua band stile anti-pasti e discharge sta cercando un batterista. la band è di westfield, quarantacinque minuti dalla sua città. deve farcisi accompagnare dal padre perchè lui è senza patente. dopo le prime prove propone di prendere alla voce il suo amico charlie nakajima. i deep wound fanno hardcore, suonano veloce, velocissimo. e andare ancora più veloce sembra il loro unico interesse. durerà dino al 1984. la band nel frattempo inciderà un 7", una cassetta e alcuni pezzi per una compilation, bands that could be god. anni dopo qualcuno li indicherà addirittura come precursori del grindcore. poco dopo lo scioglimento il batterista ed il chitarrista formeranno un nuovo gruppo. il primo passerà alla chitarra ed il secondo al basso. i loro nomi sono j mascis e lou barlow. la nuova band si chiamerà dinosaur jr.