cristo. stamattina mi sono svegliato e pensavo che non potevo alzarmi che non sentivo più le gambe e tutti i muscoli facevano male e il petto faceva male. e mi sono preparato una tazza di latte caldo e ho guardato le previsioni del tempo. poi sarei tornato a letto volentieri e invece mi son messo un paio di pantaloni puliti che quelli di ieri li ho infangati andando a spasso nei boschi e una maglietta stropicciata, meno della mia faccia, ho preso dei cd a caso e sono salito in macchina. a un semaforo stavo per addormentarmi. stavo ascoltando matt elliott, drinking songs il titolo del disco, poche note di chitarra, un piano una fisarmonica. cori di ubriachi. poi il cielo era quasi azzurro e avevo voglia di scappare da qualche parte, come quando bigiavo la scuola e andare a gettarmi su un prato umido di quella cazzo di rugiada di settembre e mettere la faccia nell'erba tra le tane dei lombrichi. e invece niente di tutto questo. ho parcheggiato. ho respirato ancora un pò d'aria del mattino prima di entrare qui. ho camminato piano piano pensando ai lombrichi sulla faccia con le note di matt elliott nelle orecchie e le gambe doloranti. ho attraversato la strada senza guardare e uno mi ha suonato il clacson e io gli ho fatto dito e detto vaffanculo e pensavo ai lombrichi mentre dicevo vaffanculo che quando andavo a pescare sapevo dove trovarli i lombrichi e ci riempivo uno scatolino per farne esche. se fossi un lombrico avrei la mia tana e la farei lontana dagli uomini che ti usano come esca.
[schiumare e sbroccare son parole che mi hai insegnato tu] prendi un riff di due note. suonalo velocissimo. fatti accompagnare da un tuo amico batterista grind core che però suona anche con un paio di gruppi punk funk. dai un nome alla tua band. chiamala orthrelm. registra un cd con un solo pezzo di quarantacinque minuti e quarantatre secondi e intitolalo ov. fai in modo che il pezzo subisca pochissime variazioni. suona veloce suona fottutamente veloce. supera il senso di vertigine. supera il senso di nausea. mandalo alla ipecac che te lo pubblicherà. entra nella storia per aver fatto un disco ad uso didattico per spiegare il significato delle parole ripetizione e annichilente. oppure, oppure scegli la vita.

[eppure quel mostro aveva un nome] e non posso tenere neanche un volume decente che i pargoli dormono. è che vorrei confondermi le idee con la musica sentire gil scott che dice la sua su johannesburg e insomma pensare ad altro. e invece poi torno sempre lì nello stesso posto, nello stesso angolino di cervello. e mi sono ricordato che noi eravamo prima di pulp fiction e trainspotting e forse anche prima di natural born killer e che quindi nel mondo in cui stavamo prima nei nostri dialoghi questi film non entravano, e probabilmente anche la mia fissa con buckowski è venuta dopo. e fumavo anche un'altra marca di sigarette. e sister era il più bel disco del mondo. e dovevano venire ancora molte cose pessime che sono arrivate dopo portandosi via tutto, soprattutto la purezza, che poi le mani sporche in un modo o nell'altro ce le abbiamo avute tutti e in mezzo a certe cose innominabili ci siamo passati, ma era già quando non eravamo più noi, quando eravamo altro, due punti distanti, e ognuno ha fatto quello che andava fatto o almeno ha cercato di farlo. tra l'altro ho controllato e i dischi li tengo in ordine di acquisto e tutto è finito dalle parti di gold against the soul dei manic street preachers. era poi anche un disco del cazzo.
[perchè abbaiare se ho la pancia piena?] uh uh. a settembre piano piano. riprendere confidenza. un poco alla volta. con naturalezza. tra i pochi ascolti degni di nota in quest'anno avaro di emozioni entra di prepotenza questo snow on the tv dei ddm, a suo tempo già dance disaster movement. unico difetto del disco la sua brevità, si tratta infatti di un ep, per il resto appare perfetto nella sua fusione di elettronica e chitarre densa di richiami più o meno velati alla wave che fu di killing joke e/o pop group, tra gli altri. per cercare tra i contemporanei diremmo kill me tomorrow, in particolare nella seconda parte del disco dove con hello e pulse il gruppo mostra il suo lato più ossessivo/aggressivo giocando con ritmi impazziti e ridondanti frasi di synth. al termine dell'ep esrever #1 conclude in bellezza mandata al contrario ed incastrata su un loop infinito di trapano. la voce in più di un passaggio trasuda rocchenroll a dare quel tocco malato in più che non guasta mai.
altro ascolto da non tralasciare lo split tra la formazione congolese konono no.1 e i neozelandesi the dead c uscito per fat cat che vede il gruppo africano armato di likembe elettrificati e distorti prodursi in due lunghi pezzi ritmici e ossessivi mentre i dead c giocano con il vinile incidendo cinque loop infiniti all'inizio del loro lato prima di lanciarsi in tre lancinati "canzoni" a metà strada tra l'industrial e il rumore bianco. estremo. ma con piacere.